Se dovessimo riassumere il Growth Hacking Day in una sola frase la più adatta sarebbe: 14 shot di emozione. Anzi se dovessi usare un gergo più consono per noi growth hackers sarebbe “14 pillole di growth hacking in un solo giorno. Una vera e propria overdose insomma..”

Iniziato con qualche piccola difficoltà tecnica il Growth Hacking Day ha poi viaggiato su ritmi altimissimi grazie ai suoi speaker eccezionali che sono riusciti a trasmettere al pubblico attraverso la loro esperienza e le loro strategie emozioni e nozioni importanti.  Tra hacks più teorici come quelli di Raffaele e Gerardo a casi più pratici come quelli di Luca Micheli e Matteo Concas, il growth hacking day è stato un evento a tutto tondo che ha lasciato la propria audience ricca di spunti e strategie da poter utilizzare nella vita di tutti i giorni.

Chiaramente noi di Growth hackers.net non potevamo mancare all’evento e abbiamo deciso di preparare un super riassunto diviso per speaker e tematiche affrontate, così da poter scegliere di leggere tutto oppure saltare sulle parti più interessanti per voi…

Buona lettura e visione!


 

Le 5 lezioni imparate negli anni sul Growth Hacking (Raffaele Gaito).

 

1. Marketing e prodotto viaggiano di pari passo

È vitale per il successo di un business lavorare in parallelo sul proprio marketing e prodotto e non vederli come entità distinte.

La riuscita del lancio del prodotto è associata ad una accurata pianificazione marketing.  Marketing e prodotto si influenzano a vicenda, per questo motivo è importantissimo strutturarli di pari passo.

“Il growth hacker  non vede il marketing come qualcosa da fare ad un certo punto di una strategia ma vede il marketing come qualcosa da fare all’interno del prodotto.” cit. Ryan Holiday

 

2. Prendere le decisioni fidandosi solo dei dati

Per la riuscita di un progetto è importantissimo adottare un approccio 100% data driven. Sembra scontato ma non lo è.

Cosa significa approccio data driven?

  • Sapere quali dati leggere
  • Sapere interpretare questi dati
  • Sapere quali decisioni prendere una volta interpretati questi dati

Il growth hacking non è fatto di decisioni di pancia ma dettate dall’analisi e dall’esperienza.

3. Nel business ogni aspetto va testato

Su questo aspetto parliamo sia di decisioni di prodotto che di marketing, dobbiamo essere sempre pronti a metterci in gioco per poter affrontare e risolvere la problematica nei migliori dei modi.

E’ importante quando si pianifica una strategia ad essere sempre aperti alle domande e cerchiamo di non utilizzare risposte pronte al nostro approccio. Questo atteggiamento ci porterà ad abbracciare il fallimento. Il fallimento per chi fa growth hacking non è qualcosa di negativo, tutt’altro ti darà la possibilità di imparare qualcosa che fino ad ora avevi ignorato e ti permetterà di ampliare il tuo know how sull’argomento.

4. Essere multidisciplinari è un valore

Cosa significa questo?
Siamo cresciuti con la pressione sulla spalle della specializzazione e di quanto sia importante fare una cosa bene. Non è più necessario specializzarsi nel mercato moderno. Il mercato moderno è dinamico e veloce e non ti permette di addentrarsi troppo in una disciplina. La multidisciplinarietà di un individuo è fondamentale per il successo nell’attuale mondo lavorativo.

5. Parlare con i clienti è vitale.

Essere customer centric al giorno d’oggi è fondamentale per il successo di un business.

E’ importante strutturare la strategia attorno ad al proprio prodotto con meno supposizioni del caso e più dati tangibili ricavati da feedback  della nostra audience. Per fare questo sarà fondamentale imparare a comunicare nella loro lingua dei nostri clienti ed estrapolare più informazioni possibili per migliorare il nostro prodotto alle esigenze dei nostri clienti.

Il growth hacking non serve a darti risposte ma farti porre le giuste domande.

 

 


Convert visitor into customer (Vicky Dallas, CEO Appocalypsis.com)

Partendo dal loro vecchio modus operandi, Vicky ci descrive come la precedente strategia di acquisizione clienti sia ormai obsoleta per il mercato attuale.
Tutta la traction era focalizzata sul website, quindi la loro strategia era basata sulla conversione degli utenti che viaggiavano sul sito come potenziali clienti. Nulla di sbagliato con questo approccio ma sicuramente non abbastanza per i tempi moderni.

Il loro approccio non era di certo growth hacking oriented.

Oggi, infatti, i potenziali clienti non si trovano più soltanto sul proprio dominio, ma si trovano su piattaforme esterne quali Facebook groups, Medium, LinkedIn groups, Messenger, Quora.

Non esiste più un solo channel per guidare gli utenti a diventare clienti ma multipli canali, con tanto di corredo di funnel per guidare l’utente a diventare cliente finale.

Non si parla più di convertire i nostri utenti in clienti ma world wide web user in clienti! La CRO (Conversion rate optimization)  accade fuori dalla nostra proprietà, dal nostro sito web.

Sapevi che solo il 3% degli utenti è disposto a comprare immediatamente da te .. e cosa possiamo interagire sull’altro 97% ?

growth hacking

Come si può cambiare questa tendenza?

La risposta è nel silent nurturing.

Come è possibile adoperare un silent nurturing sul nostro audience?

Il metodo si chiama social selling:  il social selling avviene quando una sales person utilizza il social media per interagire direttamente con i suoi prospects. Il sales fornirà contenuti e risposte di valore offrendo spunti utili per i prospect … finché l’utente non sarà pronto a comprare.

La conosci la regola del 1/9/90?

 

growth hacking

• 1% di utenza che crea contenuto
• 9% di utenza che attivamente interagirà con il tuo contenuto
• 90% che saranno spettatori silenziosi.

Come ci si deve comportare  per attivare quel 90% di utenza?

  • Fornire valore sulla piattaforma
  • Creare engagement
  • Persuadere
  • Essere se stessi

La chiave di volta per poter raggiungere questo risultato sarà chiaramente rappresentata dal conoscere il proprio target audience, come questo si relaziona alla piattaforma su cui stiamo operando e quindi comportarci di conseguenza.

Una delle migliori piattaforme su cui possiamo adoperare il silent nurturing oggi è Quora!

Perchè proprio Quora?

Gli utenti su Quora già sanno cosa stanno cercando, mostrano interesse nel chiedere, e hanno il desiderio di imparare.

Come detto poco fa oggi, infatti, i potenziali clienti non si trovano più soltanto sul proprio dominio, ma si trovano su piattaforme esterne quali Facebook groups, Medium, LinkedIn groups, Messenger, Quora.
Quora è una rete sociale dedicata all’informazione, dove gli utenti possono pubblicare domande e risposte su qualunque argomento.

Qui però potrebbe sorgerti  una domanda: “Perchè mi dovrei cimentare tutto questo?” Perchè dovrei iscrivermi e partecipare a questa community?

La risposta a questa domanda è semplice, PERSONAL BRANDING. Iscriversi per rispondere a domande di settore sulla piattaforma contribuirà a sponsorizzare in maniera indiretta te e il tuo brand. Infatti più risulterai una fonte autorevole per il tuo pubblico, più la credibilità intorno a te e al tu brand aumenterà. Dimostrare di essere competenti sugli argomenti della nostra nicchia di mercato ci permetterà di spiccare sulla nostra audience nel minor tempo possibile.

Vuoi saperene di più su come utilizzare Quora per il tuo business?

Non perderti la nostra guida COME PROMUOVERE IL TUO BRAND SU QUORA – GUIDA DEFINITIVA

Una strategia simile può essere adottata su FB groups e LinekdIn groups mentre Medium è più adatto a technical o semi technical audience.

 


Traditional marketing vs Growth hacking (Luca Barboni Founder di X247)

Luca Barboni ci parla del rapporto tra marketing tradizionale e growth hacking, chiarendo quelli che sono i “miss-concepts” che oggi spesso vengono associate a queste due discipline.

Il marketing tradizionale può sopravvivere in un mondo dove ormai il growth hacking ha preso sempre di più piede?

Come si integrano oggi marketing è growth hacking?

Queste sono le domande che Luca nel suo speech ci aiuterà a rispondere.

growth hacking

Entrambe le discipline hanno dei pilastri che interagiscono benissimo tra di loro per portare i risultati desiderati nel proprio business.

Possiamo immaginare la sinergia dell’utilizzo del growth hacking e del marketing tradizionale come una cornice strategica dove si incrociano i pilastri fondamentali del marketing e le metriche e il modus operandi del growth hacking.

Guarda il video per comprendere come 247X ha applicato nella pratica questi step!

 


Growth as an operating system, the importance of a Growth Culture (Yara Paoli, Chief Growth Officer di Preply, ex VP of Growth di SkyScanner)

Lo speech di Yara è basato sulla growth culture è sull’importanza che essa assume nelle aziende di oggi.

Nel panorama attuale l’assunzione di più personale non corrisponde ad una linea parallela con la crescita aziendale.

Preparare il tessuto della compagnia alla crescita infatti è qualcosa di totalmente diverso. Da qui nasce la necessità di avere una solida growth culture nel proprio business.

Quali sono gli elementi di una growth culture?

growth hacking

  1. Hygiene factor
    I più semplici da mettere in pratica; parliamo di quello che ha reso famosi gli uffici di Google, Facebook
  2. Growth as discipline:
    Creazione di un growth compenticise frameworks.
  3. Goals and execution:
    Avere leader con esperienza che impostano goals precisi di crescita sulla compagnia e implementano il tessuto culturale della stessa per garantire il raggiungimento.
  4. Psycological security:
    La possibilità di sbagliare e di mettersi in gioco tentando nuove strade senza essere puniti

Ascolta lo speech di Yara per ascoltare tutti questi punti nel dettaglio e capire come sia possibile instaurare una cultural orientata al growth nel business.


 


Why run ADS ? Mihaela MateescuTRGT Growth Hacker

Mihaela ci spiega come implementare per il nostro business un’accurata strategia con Facebook ads.
Il primo importantissimo passo è sicuramente il Fast take off.
Che cosa si vuole indicare con questo termine?
Con fast take off si intende quella pratica di incremento budget di una campagna del 200%-500%  in più rispetto a quello che si è prefissato inizialmente.
 
L’obiettivo da raggiungere ? 10k impression!
 
Questo tipo di approccio porterà ad un abbreviazione del tempo della campagna da 5 giorni a 48h.
 
E’ vitale nel primo periodo della campagna testare le ads nel maggior modo possibile per poi poter scartare quelle con le performance peggiori e potersi concentrare sulle migliori.
 
La formula da adottare sarebbe: 1 campagna impostata con 3 ad set differenti con a sua volta 3 design differenti.
Questo ci permetterà nel minor tempo possibile di verificare la formula di ads vincente e scalarla per il proseguio della nostra campagna.
Mihaela poi nel suo speech approfondisce quali sono le automation rules da impostare nelle proprie campagne ads, come sia possibile creare un audience avanzata e quali sono le regole di retargeting da tenere sempre bene in mente.
Guarda il video per scoprire tutti i suoi tips.

 


How to scale a new product to 3M$ ARR in 20 months! – Yaroslav Stepanenko SetApp Growth Hacker

Yaroslav ci spiega come sia stato possibile per Set APP in soli 20 mesi a lanciare il proprio servizio sul mercato e riuscire a fatturare 3M$ di AAR  (annual recurring revenue).
 
Yaroslav spacca in 3 tronconi di tempo le fasi di preparazione e lancio del prodotto.

  1. Closed Beta:
    Aperta a  industry influencer, bloggers, press. In questa fase Set App ha accettato solo 1000 persone nella propria piattaforma.
    L’obiettivo primario in questa fase era quello di riuscire ad avere 1000 persone di rilievo in closed beta che potessero comunque apportare valore al prodotto con i loro feedback. Questo obiettivo è stato raggiunto grazie ad un ultra definizione del target, alla  preparazione di pitch perfetti per attirare gli invitati, ed ad un’alta personalizzazione del messaggio e costante presenza dei follow up.
  2. Invite only Beta:
    Chi ha fatto parte di questa fase? Early adopter, tech enthusiast, influencers, giornalisti.
    L’obiettivo in questo step era quello di stressare maggiormente la piattaforma con più utenti e allo stesso ricevere un maggior numero di feedback per preparasi all’imminente lancio sul mercato. La fase numero 2 è avvenuta su un lasso temporale di  6 settimane per un totale di 30000 beta tester.
  3. Fase di apertura al pubblico: L’apertura al pubblico, caratterizzata sin dal primo momento da un fortissimo ascolto dei feedback degli utenti, è andata fortunatamente meglio delle più rosee aspettative. Ma non vi sono state poche difficoltà in questa fase..
    Quali sono gli errori che potevano essere evitati? E cosa si è potuto imparare da questa esperienza velocissima di lancio effettuata da Set app?

Guarda il video per scoprirlo…


 


Come lanciare una SAAS senza investors, raccogliendo 65$k in soli 20 giorni.  – Luca Micheli CEO di Customerly 

 
Customerly nasce per rispondere ad un’esigenza che Luca stesso ha trovato incombente in un suo altro business aperto qualche anno addietro:  Quiz Patente.
Con Quiz Patente infatti Luca aveva avvertito la necessità di interagire in maniera più diretta ed efficace con gli utenti della propria app, e aveva percepito l’esigenza di concentrare tutto il customer service necessario per affrontare tutti i complaints e issues degli utenti in una sola piattaforma, da queste necessità è nato Customerly. La mission di questa SAAS è quella di aiutare 1 miliardo di persone.
Luca sia per esperienze precedenti sia per una scelta strategica ha deciso di non affidarsi agli investitori per far crescere Customerly ma di boostrappare il tutto senza troppe remore, così come aveva fatto in precedenza per Quiz Patente! Guarda il video per scoprire come hanno fatto i ragazzi di Customerly a raggiungere questo incredibile risultato (65$k di revenue in soli 20 giorni) in pochissimi giorni.
 

 


Hacking your Growth – Theodore Moulos – CEO di Viral Loops, CEO di GrowthRocks, CEO di Growth Hacking Academy

Theodore ci spiega come è riuscito ad essere uno dei primi a parlare di Growth hacking in Europa, e come sia riuscito a conquistare il mercato delle agencies europee con Growth Rocks.
Growth Rocks infatti è una delle primissime growth hacking agencies europee, ranka al primo posto della ricerca google con il termine “growth agency”.
In soli 3 anni Growth Rocks è riuscita ad espandersi in tutta Europa e ha contribuito alla diffusione del growt hacking attraverso la loro Growth Academy.
Come se non bastasse Growth Rocks team ha fondato una venture capital chiamata Viral Loops, un incredibile piattaforma di referral marketing, scopri tutti i dettagli nel video speech di Theodore!

 


10 cose che ci hanno permesso di creare una community internazionale – Michele FranzeseHeroes

Michele ci spiega come sia riuscito con Heroes a creare una community internazionale che si incontra annualmente in un festival euro mediterraneo dell’innovazione.
Heroes coinvolge leader d’impresa, business angels e investitori, creativi, policy makers e le startup più interessanti.
Un evento imperdibile sull’innovazione, sull’impresa e sul futuro! Michele nel suo speech ci racconta come sia riuscito ad organizzare un evento di tale magnitudo partendo completamente da ZERO in una location totalmente amena come Maratea.
Ascolta il suo talk per scoprire tutti gli elementi di successo dell’edizione del 2018 di Heroes.
 

 


Caso di Studio N26Matteo Concas – CEO di Beesy

Ex CEO di N26 in Italia
N26 è una banca mobile operante in 17 paesi con oltre mezzo milione di clienti.
N 26 è la prima banca europea completamente mobile che ti permette di utilizzare come una qualsiasi banca fisica la comodità di una Mastercard e pagare o ritirare denaro in tutto il mondo. Concas attraverso N26 vuole ridefinire l’intera esperienza dell’utente verso il servizio bancario.
Matteo ci racconta come sia riuscito a portare N26 all’interno del mercato italiano, superando le sfide maggiori per una mobile digital bank, prima tra tutti l’ostacolo della disinformazione, infatti il mondo Fintech è tutt’ora molto sconosciuto in Italia.
In più Concas ha dovuto a far fronte a problemi molto più burocratici per il mercato italiano come:
growth hacking

• problemi tecnici iniziali come la carta d’identità cartacea e non elettronica
• struttura delle fees bancarie allora complessa e riadattata per il mercato italiano.

Guarda il video per scoprire tutti i particolari di questa fantastica avventura di N26 per il mercato italiano:
 

 


Come creare prodotti digitali che le persone amano – Gerardo Forliano   CEO di Growthalia
Gerardo ci spiega nel suo speech come creare prodotti digitali che la gente ama.

Quali sono gli altri fattori che influenzano il successo di un prodotto digitale?

Ci sono tantissimi fattori che influenzano il successo di un prodotto digitale, tra i più importanti vi sono: 

  • Il Team che lavora al prodotto stesso, in primis!
  • Il Mindset: pensare ed usare il proprio prodotto come se fossi l’utente. Coinvolgere prima di tutto gente che lavora con voi ad utilizzare il prodotto per ricevere feedback + immediati possibili.
  • La Community: Individuare early adopter, persone disposte ad utilizzare il vostro prodotto anche se pieno di bug. Capire da loro feedback e come renderli entusiasti, capire il loro utilizzo e come lo utilizzano.
  • Utilizzo e lettura delle metriche giuste: Net promoter score: Metrica che si basa su una domanda: con quale probabilità consiglieresti il nostro prodotto ad altre persone?
  • Il nostro obiettivo è seguire chi non consiglieri nostro prodotto, capire il perché e cercare in futuro di portarti da redattori a promotori.
  • Must Have: Come ti sentiresti se non dovessi già utilizzare questo prodotto? Se più del 40 per cento ti risponde che è moto deluso nel non utilizzare il nostro prodotto significa che allora abbiamo raggiunto il nostro must have product
  • Customer feedback: insieme del feedback deludente che possono essere divisi in due macro categorie richieste esplicite di funzionalità, segmentare richieste a livello di engagement dell’utente per dare poi una priorità a questa richiesta.
  • Live Feedback, qual’è è stata l’ultima volta che avete visto dal vivo utilizzare il vostro prodotto’ per capire se l’utente e a vostro agio con il vostro prodotto.

    Pensa e agisci come un utente, scopri quali sono i fattori che influenzano il  tasso di coinvolgimento ed abbandono. Monitora metriche come il must have score, coinvolgi la comunità nella roadmap di sviluppo. Il customer feedback deve essere cross funzionale, l’informazione deve essere divisa con tutte le i membri dei diversi team,  punti di vista diversi aiutano a migliorare il prodotto.
     

     


    Alessandro Cadoni – CO-Founder di Friendz

    Alessandro uno dei co-founder di Friendz  ci spiega come è nata Friendz e come siano riusciti in pochissimo tempo a raccogliere 25$ Milioni di dollari in criptovaluta.

    Friendz è una piattaforma che permette a chiunque di trasformarsi nel testimonial di un brand sui social network e di essere retribuito per quest’attività dalle aziende interessate, guadagnando crediti convertibili in buoni da spendere nei maggiori e-commerce. Dall’altro versante, consente alle società di promuovere direttamente i propri prodotti facendo leva sulla creatività di tutti! In pratica, gli utenti possono prendere parte a sfide creative e attività fotografiche lanciate da un marchio, condividendo contenuti che lo riguardano, venendo retribuiti per i selfie o le foto pubblicate rispetto ad ogni campagna. Dopo che la foto è stata approvata, verrà ricompensata con crediti che possono essere spesi dall’utente su Amazon o altri siti di shopping online, o sullo store dell’app.

    La scorsa primavera Friendz è riuscita a raccogliere 25$ di dollari in ICO. Le ICO, o initial coin offering, sono una sorta di crowdfunding o di ‘quotazione in Borsa’ nel mercato delle criptomonete, utilizzata negli ultimi tempi da molte startup per finanziarsi. Guarda il video per scoprire nei dettagli la loro incredibile avventura.


    Caso studio NinjialitycsYari Brugnoni

    Un caso studio molto interessante è quello che Yari ci ha proposto durante l’evento.

    Ninjalitics è un sito internet che analizza la crescita di profili instagram gratuitamente.

    Basta inserire username restituisce il dettaglio dell’analisi di come è cresciuto quel profilo qualsiasi profilo, nel dettaglio giornaliero e mensile

    Questo prodotto è stato realizzato da 2 soli sviluppatori in solo otto mesi partendo da zero.  

    Incredibile vero?

    Il tutto nasce da una grande necessità dilagata ormai da anni sul mercato. Infatti ormai la mania di diventare influencer impazza sempre più sui social accanto a questo fenomeno emergono anche tantissimi corsi su come crescere su Instagram, tutti hanno una formula magica su come farlo rapidamente (nel bene o nel male). Le stesse aziende si rendono conto che Instagram ormai non è più soltanto un social network di condivisione foto e status ma è un vero e proprio strumento di marketing dove i brand possono conquistare nuove fette di audience prima poco raggiungibili.

    Tutto questo nuovo scenario, fa nascere una necessità nuova su questa piattaforma ovvero metriche di misurazione per verificare la magnitudo reale di un profilo.

    Dopo il famosissimo scandalo di Cambridge Analitica però, Facebook  ha revocato l’uso delle proprie API da ogni tipo di piattaforma di monitoraggio (come ad esempio social blade).

    All’improvviso si è creato un gap sul mercato di business che fornissero tale servizio, non esisteva infatti più un servizio adeguato per riuscire a monitorare la crescita dei profili su Ingstagram.

    Da qui nasce l’idea di Ninjialitics!

    Pur essendo un idea sviluppata nel tempo libero e apparentemente semplicissima da usare, già due mesi e mezzo dopo il suo lancio, ha ottenuto circa 150mila views del sito.

    Tra le cose che hanno funzionato tanto nel lancio di questo servizio sono varie.

    Guarda il video per scoprire come hanno fatto a raggiungere questo incredibile risultato!
     

     


    Conversational Growth – Maria Giulia Ganassini Communication manager presso Mail UP

    Maria Giulia pone al centro del  suo speech il marketing conversazionale introducendo i nuovi canali di comunicazione che ci aiuteranno a far crescere il nostro business e  ci spiega come questi dovrebbero essere usati.

    Parte subito con una citazione di Alan Turin in cui, già negli anni quaranta profetizzava l’importanza di creare un rapporto umano con i propri utenti attraverso l’utilizzo delle macchine.

    L’obiettivo del marketing conversazionale è di far diventare scalabile quella conversazione che tra umano e umano costa tempo, risorse ed energie.

    Maria Giulia racconta come il classico customer journey sta cambiando.

    Oggi infatti con l’introduzione di una moltitudine di canali di comunicazione la conversazione è diventata molto più complessa ed articolata rispetto al passato.

    Ascolta Maria Giulia, ci racconta un piccolo esempio che aiuta a riflettere sul marketing conversazionale.